Approccio industriale nel recupero crediti: l’esperienza di Fiditalia per migliorare le performance di portafoglio

“Avevamo la necessità di allineare le performance di portafoglio a quelle dei competitor in particolare nel recupero, e di mettere rapidamente in atto un piano di azioni che contribuissero al miglioramento degli economics. Il progetto di consulenza fatto con CRIF mirato al ridisegno delle operation ha riguardato e analizzato l’intero ambiente di recupero: dalla struttura organizzativa, ai processi di monitoraggio, alla selezione e gestione dei fornitori” - spiega Kaim Houssenbay, Chief Operation Officer di Fiditalia.
 
A fronte dell’aumento di volumi in ingresso a recupero, del numero elevato di outsourcer e della percezione di scarsa efficacia delle azioni, Fiditalia aveva la necessità di un approccio industriale, non standardizzato ma fondato sulla segmentazione.
 
“Gli elementi chiave del progetto sono stati:
  • ottenere risultati contenendo i costi;
  • instaurare partnership con outsourcer gestiti con trasparenza e benchmarking competitivo;
  • allineare obiettivi direzionali e operativi.

Queste linee guida si sono tradotte in azioni concrete, in particolare nel ridisegno dei processi chiave di early collection (timing, tipo differenziato di azioni), in un nuovo modello di governance degli outsourcer (target su nuovi KPI e gare, monitoraggio quotidiano) e in un nuovo cruscotto direzionale e operativo. Durante la fase di ridisegno abbiamo individuato alcune variabili di segmentazioni, quali ad esempio quelle basate sul profilo di rischio del debitore misurato grazie a EURISC - il SIC di CRIF - che usiamo nel processo di recupero integrandoli con quelli interni.
Inoltre, per l’ottimizzazione delle strategie è necessario un approccio analitico verso i segmenti corretti, poichè anticipare le azioni di collection può risultare favorevole sia in termini di efficacia che di efficienza” – spiega Houssenbay.
   
I benefici ottenuti da Fiditalia si possono così sintetizzare:

  • Identificazione delle aree di miglioramento e degli interventi quick win, molto utili anche internamente in termini motivazionali.
  • Evoluzione dell’“Azienda Recupero” verso un’organizzazione target-driven e adozione di un modello di gestione scalabile.
  • Misurazione dei risultati con metodologie empiriche champion-challenger, mirate al fine-tuning di processi, strategie e al monitoraggio continuo di performance e costi.
“Oggi abbiamo cambiato completamente la struttura, che è più dinamica, e siamo un’organizzazione target-driven. I risultati economici del progetto sono stati importanti: abbiamo ottenuto la riduzione del tasso di provisioning del -20% e dei costi variabili del -11%, con un elevato ROI. Infine abbiamo scelto CRIF perché ha messo a disposizione un team versatile, capace di confrontarsi con il top management e poi di lavorare con le strutture operative per raggiungere risultati sfidanti. Inoltre, aspetto non meno rilevante, possiamo dire di aver fatto un importante salto di qualità in termini di cultura del credito e delle performance grazie al progetto concluso brillantemente con il team di consulenza di CRIF e con i dati esterni provenienti da EURISC - il SIC di CRIF - che abbiamo usato nei processi di segmentazione del portafoglio” - conclude il COO di Fiditalia.
 
Per ricevere il case study integrale scrivere a: marketing@crif.com