Mutui: -3% le richieste nei primi 9 mesi 2010

Il totale delle richieste di mutui nei primi nove messi dell’anno si attesta ad un complessivo -3% rispetto all’analogo periodo del 2009. Di seguito sono riportati, oltre ai dati sull’andamento complessivo della domanda di mutui del 2008 e del 2009, le variazioni percentuali mensili nei primi nove mesi del 2010.
Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate sia in valori assoluti sia ponderate, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi.


  Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Il grafico riepilogativo della domanda di mutui da gennaio 2009 rende più evidente il trend in atto.


 Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

La domanda complessiva dei primi nove mesi del 2010, pur segnando un decremento di 3 punti percentuali rispetto al pari periodo del 2009, risulta comunque sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2008 e del 2007, segnando rispettivamente un +1% e -1%.

DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) – Gennaio-Settembre 2010 – a parità di giorni lavorativi


  Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Analizzando la distribuzione per fasce di durata, si conferma la crescita della quota parte di domanda di mutui nella classe tra i 20 e i 25 anni, classe che nei primi 9 mesi del 2010 rappresenta quasi il 20% della domanda complessiva. Ad ogni modo, è ancora la classe di durata compresa tra i 25 e i 30 anni ad essere quella maggiormente preferita dalle famiglie italiane, per quanto in calo rispetto al 2009.


    Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Relativamente alla distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, invece, continua la crescita della quota di domanda nelle fasce più elevate (oltre i 150.000 euro).
Anche se il mese di settembre 2010 continua a registrare un significativo calo, l’importo medio calcolato sui primi nove mesi dell’anno continua ad essere superiore al 2009, arrivando a sfiorare quota 140.000 euro contro i 135.600 dello stesso periodo dell’anno scorso.

  Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie