Aziende italiane sempre più lente nel saldare le fatture

Rispetto al 2008, il 26,6% ha peggiorato le proprie perfomance di pagamento, nel 56,3% dei casi sono rimaste invariate e per il 17,1% sono addirittura migliorate. I comportamenti di pagamento delle nostre imprese sono però stati, seppur lievemente,migliori di quelli della media europea, dove i tempi necessari per saldare le fatture sono stati leggermente più lunghi.
Inoltre, la maggior parte delle imprese italiane ha utilizzato dei termini contrattuali di pagamento compresi fra i 30 e i 60 giorni dalla stipula del contratto (nell'84,6% dei casi), il 3,8% ha preferito il termine inferiore ai 30 giorni, l'11,6% superiore ai 60 giorni.
Questo, in sintesi, lo scenario disegnato dall'edizione 2010 dello Studio sui pagamenti aziendali realizzato da Cribis D&B, società specializzata nella business information nata dall'acquisizione di D&B Italia da parte di CRIF, gruppo leader nei sistemi di informazioni creditizie e di supporto decisionale.

Più sono piccole, prima pagano
Anche nel 2009 le micro aziende sono state le più puntuali nei pagamenti: il 48% del totale ha infatti rispettato i termini contrattuali. Il 34,8% ha invece pagato entro i 30 giorni di ritardo e l'8,8% dopo 30-60 giorni. Decisamente meno virtuose le aziende di media e grande dimensione, che solo nel 28,6% e nel 13,8% dei casi sono risultate puntuali nei pagamenti. Di converso, sfruttando il proprio maggior potere contrattuale più del 22% delle grandi imprese paga con un ritardo superiore ai 30 giorni medi, contro il 17% rilevato a livello nazionale.
Rispetto al 2008, tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, hanno registrato una percentuale maggiore di casi in cui le abitudini sono rimaste invariate (più del 46% del totale).
Rispetto al 2007, invece, la performance di pagamento delle piccole imprese è peggiorata del 38,3%, quelle delle medie e grandi realtà di oltre il 40%.

Ancora grande il divario tra Nord e Sud
Nell'italia meridionale la percentuale delle imprese puntuali è di poco superiore al 35%, con un divario rispetto al livello medio nazionale di più di 8 punti percentuali, mentre il 38,9% regola le transazioni commerciali entro i 30 giorni e il 13,1% tra i 30 e 60 giorni. Il 5,3% del totale, infine, salda le fatture oltre il limite dei 90 giorni, contro il 3,3% della media nazionale e il 2% del Nord Italia.
Al Nord le imprese virtuose rappresentano circa il 48% del totale, al Centro il 44%, e, sempre al Nord oltre l'86% delle aziende regola le transazioni commerciali entro i 30 giorni oltre i termini. 
Rispetto al 2008, tutte le imprese, indipendentemente dall'area di riferimento, hanno registrato una percentuale maggiore di casi in cui le abitudini medie sono rimaste invariate (al di sopra del 51%).
Confrontando le abitudini medie nei pagamenti del 2009 rispetto al 2007, invece, si osservano due scenari distinti: nel Nord Est, Nord Ovest e Centro Italia, nella maggior parte dei casi le abitudini di pagamento sono rimaste invariate (al di sopra del 45% del totale) ma il 34% delle aziende ha registrato un peggioramento. Al Sud, invece, si osserva una distribuzione equa del campione in corrispondenza delle categorie "abitudini invariate" e "peggioramento", con una concentrazione prossima al 38% per entrambe, mentre il 24% circa è migliorato.

Le aziende delle province di Sondrio, Bergamo e Cremona si confermano tra le più affidabili d'Italia per puntualità dei pagamenti ma, nel complesso, tutte le province più virtuose presenti in questa classifica sono situate nel Nord Italia, al contrario delle province meno affidabili che si trovano tutte nell'Italia meridionale. In particolare, sono le imprese delle province di Palermo e Caltanisetta ad esibire la peggiore performance nei pagamenti. A livello regionale il peggioramento più significativo è registrato proprio in Sicilia.

La distribuzione per settore
Secondo lo studio Cribis D&B sono le agenzie assicurative, le imprese di servizi legali e le assicurazioni a distinguersi per un minore ritardo nei pagamenti rispetto ai termini pattuiti. Al contrario, la peggiore performance è quella della grande distribuzione, seguita dai ristoranti, dai bar e dal commercio al dettaglio di generi alimentari.
Più del 50% delle aziende che operano nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e dei servizi finanziari pagano con puntualità. Il commercio all'ingrosso e il settore dell'industria e della produzione registrano invece una quota minore di aziende che pagano alla scadenza. La performance peggiore nei pagamenti è, comunque, quella del commercio al dettaglio, con il 5,2% di aziende che pagano con più di 90 giorni medi di ritardo, seguito dal commercio all'ingrosso (3,5%), agricoltura e servizi finanziari (3,3%).
Rispetto al 2008, il peggioramento più consistente si è registrato nell'edilizia e nei trasporti, mentre per gli altri settori si è osservata una sostanziale stabilità. Le variazioni diventano, però, più evidenti se si confrontano le abitudini di pagamento rispetto al 2007: edilizia, industria estrattiva, trasporti e commercio all'ingrosso sono i settori che nel biennio hanno sofferto di più.

Anticipazioni sui comportamenti di pagamento nel primo trimestre 2010
Rispetto all'ultimo trimestre del 2009, i primi mesi del 2010 hanno registrato ulteriori difficoltà. Se il 53% delle aziende mostra infatti delle abitudini di pagamento invariate, il 27,5% evidenzia un peggioramento e solo il 19,5% fa segnare un miglioramento. In particolare, sono diminuite del 2,9% le aziende che pagano alla scadenza e sono aumentate dell' 1,5% quelle che saldano con un ritardo moderato, entro i 30 giorni. Il 14,7%, invece, effettua i pagamenti con un ritardo compreso tra i 30 e i 90 giorni mentre supera i 90 giorni di ritardo il 3,8% delle aziende italiane.
La percentuale delle micro imprese – ovvero quelle con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro e meno di dieci dipendenti - puntuali è scesa del 3,4% rispetto al trimestre precedente mentre sono aumentate dell'1,5% quelle che pagano entro i 30 giorni. Andamento simile per le piccole realtà, anche se con variazioni più contenute: infatti, i pagatori regolari sono diminuiti dell'1,5%, mentre i gap per i pagamenti in ritardo oscillano fra lo 0,2% e lo 0,5%. La distribuzione delle medie e delle grandi aziende, invece, resta sostanzialmente stabile, con variazioni che non raggiungono per nessuna classe il punto percentuale.
Ancora una volta i peggioramenti sono stati più consistenti nel Sud Italia, dove i pagatori regolari sono diminuiti del 4,1% rispetto all'ultimo trimestre 2009, mentre è salito dell'1% il numero delle aziende con ritardi nei pagamento compresi tra 1 e 60 giorni. Il Nord Est, il Nord Ovest e il Centro mostrano un gap più contenuto in corrispondenza del pagamento puntuale e un incremento più consistente della dilazione media inferiore ai 30 giorni.

A livello settoriale, la quota di pagamenti puntuali si è ridotta sostanzialmente in tutti i comparti economici e i peggioramenti più evidenti sono stati quelli registrati dalle aziende dei servizi finanziari e dell'agricoltura, in cui la quota di pagatori puntuali è diminuita rispettivamente del 9,9% e del 5,4% mentre il ritardo medio inferiore ai 30 giorni è aumentato di oltre il 3% per entrambi.
"I comportamenti di pagamento sono uno strumento fondamentale per tastare il polso delle aziende - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B - Rispetto alle informazioni pubbliche tradizionali, come il bilancio societario, i comportamenti di pagamento rappresentano una istantanea molto più puntuale, fornendo una rappresentazione dell'azienda non statica, come nel caso del bilancio, ma dinamica, in costante evoluzione e che consente di fare previsioni a breve e medio termine. Per questo - continua Marco Preti - ogni azienda dovrebbe sempre avere sotto controllo i comportamenti di pagamento complessivi dei propri clienti, partner e fornitori, al fine di cogliere i cambiamenti e le problematiche prima che si traducano in bilanci non positivi o peggio in procedure in corso. Molte criticità potrebbero essere gestite per tempo e in modo preventivo."